a cura del Dott. Giovanni Carbognin

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I protocolli oncologici suggeriscono controlli annuali con Mammografia ed Ecografia delle mammelle (o della parete toracica in caso di mastectomia) e dell’ascella. Nel caso di dubbi clinici, mammografici o ecografici, può essere richiesto un controllo a breve distanza o un approfondimento delle indagini.
Per lo studio dei tessuti periprotesici, dei tessuti che ricoprono la protesi, è sufficiente eseguire annualmente la visita clinica e l’Ecografia, che valuta la struttura del tessuto ghiandolare o adiposo che ricopre la protesi e dà informazioni sulla natura di eventuali noduli (solido o liquido).
In caso di dubbio questa indagine verrà integrata ad altre metodiche diagnostiche.
In assoluto no!!
Si preferisce tuttavia evitarla e ricorrere all’Ecografia per la sua valutazione; in situazioni particolari l’iter diagnostico può essere completato con lo studio mediante Risonanza Magnetica.
No.
Secondo gli studi pubblicati il rischio relativo ad un aumento della possibilità di ammalarsi di tumore radio-indotto sopravviene dopo 300 Mammografie consecutive, tenuto presente che i mammografi di nuova generazione erogano bassi do saggi di radiazioni. Da un punto di vista pratico, quindi, il problema non ha nessuna rilevanza per la singola donna.
Si!
Nelle donne giovani (età inferiore ai 35 anni) si predilige il controllo Clinico-Ecografico associato ad eventuale Risonanza Magnetica. Dopo i 35 anni è indicato lo studio Senologico completo (Mammografia più Ecografia).
L’età di inizio dei controlli deve essere decisa in base all’età della diagnosi della madre e al numero di donne malate nella famiglia.
L’AGOASPIRATO è la manovra con cui, mediante un ago sottile applicato ad una siringa, si aspirano cellule da una lesione, per esempio un nodulo della mammella per l’esame citologico. Tale manovra è rapida e poco invasiva, cioè procura all’incirca lo stesso fastidio che procura un prelievo del sangue; si ottengono così cellule dal nodulo che si possono poi esaminare al microscopio.
Finalità principale dell’esame citologico è discriminare tra tumore benigno e maligno.

La MICROBIOPSIA è invece lo studio che si effettua con un prelievo chirurgico mini – invasivo e consente l’esame istologico, cioè l’osservazione al microscopio ottico dei tessuti e delle modificazioni che si sono verificate. Tale esame consente di valutare non solo le singole cellule, ma anche i rapporti tra di esse e con le strutture dei tessuti circostanti.
Finalità principale dell’esame istologico è determinare la diagnosi della malattia.
In sintesi estrema l’esame citologico non è invasivo, è poco doloroso e fornisce informazioni utili a definire la natura della lesione indagata in un’alta percentuale dei casi. Se le informazioni così ottenute sono però insufficienti ad una valutazione completa ed esauriente, è necessario procedere all’esame istologico, per il quale bisogna però sottoporsi ad un, seppur piccolo, intervento chirurgico. La scelta tra i due tipi di prelievo dipende quindi da vari fattori che vanno valutati da caso a caso.

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